Alla Scoperta di Piazza Sordello: Il Cuore Pulsante di Mantova

Trascorrere del tempo a Mantova è come immergersi in un dipinto, in cui la storia, l’arte e la cultura si intrecciano in un’affascinante sinfonia. Uno dei luoghi più incantevoli che questa città offre è indubbiamente Piazza Sordello. Ogni passo attraverso le sue antiche pietre è un viaggio nel tempo, un’esperienza che abbraccia secoli di evoluzione e cambiamenti.

La piazza si presenta come un gioiello incastonato. Le facciate dei palazzi storici raccontano storie mute di nobili passati, di incontri di poeti e artisti, di momenti di potere e intrighi. Sul lato ovest c’è Palazzo Bonacolsi, noto anche come Palazzo Castiglioni, fu edificato nel 1281 da Pinamonte dei Bonacolsi e rimase proprietà della famiglia fino al 1328.

Dallo stesso lato troviamo Palazzo Acerbi, di cui fanno parte Palazzo Cadenazzi-Risi, la Torre della Gabbia e la Cappella Bonacolsi. La torre, alta 50 metri, deve il suo nome alla grande gabbia in ferro fatta costruire dai Gonzaga come “carcere all’aperto”, nella gabbia sospesa – e ancora visibile – venivano esposti i condannati che a volte vi rimanevano anche per lungo tempo.

Sul lato est ci sono il Palazzo del Capitano e la Domus Magna, entrambi edificati dai Bonacolsi, ma poi integrati dai Gonzaga nel Palazzo Ducale. A nord della piazza troviamo la Cattedrale di San Pietro e Duomo di Mantova, che si erge con maestosità, a testimoniare la grandezza architettonica di Mantova.

Ogni angolo di questa piazza è un invito a esplorare ulteriormente, a scovare dettagli nascosti e a lasciare che la magia dell’ambiente si sveli gradualmente. I caffè all’aperto offrono la possibilità di assaporare un momento di relax, seduti in mezzo a tanto splendore storico. L’area di Piazza Sordello, sopraelevata rispetto al lago e al resto della città, è il primo nucleo insediativo dove sorgeva la Mantova etrusca e romana.

Il ritrovamento, nel 2006, dei resti di una domus romana con pavimento musivo di età imperiale testimonia la stratificazione urbanistica risultato del succedersi delle fasi storiche. Una demolizione ad opera dei Gonzaga alla fine del 1300 determinò, a scapito del tessuto urbano alto medievale, la creazione della grande piazza che possiamo osservare ancora oggi, dedicata a San Pietro, in quanto vi si affaccia il sagrato del Duomo a lui dedicato, e solo successivamente intitolata al poeta e trovatore Sordello da Goito.

A sud si accede alla piazza attraversando il voltone di San Pietro, vecchia porta meridionale della città romana e punto di comunicazione tra la prima e la seconda cerchia della città. Fu ricostruito nel ‘500 da Giovanni Battista Bertani su un precedente impianto medievale.

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